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La cena di Emmaus del pittore tedesco Sieger Koder a cura di Alessio Fucile Storico dell’arte

DiWeb Master Arte e Senso

Dic 21, 2022

Ben trovato. Ti presento «La cena di Emmaus» del pittore tedesco Sieger Koder. 

L’evangelista Luca nel tratteggiare il celebre episodio si sofferma volentieri sul loro scoraggiamento e frustrazione. Fuggono da Gerusalemme e camminando verso Emmaus, vuoti di speranza, discutono sugli eventi da poco trascorsi. «Non era Gesù il Messia che aspettavamo, ci siamo sbagliati, la nostra idea non può adattarsi a un perdente che muore fuori della città in croce». 

A un certo punto un misterioso personaggio li raggiunge e chiede informazioni sui loro discorsi. Sulla sinistra si vedono le croci sul Golgota e un sole nero. L’astro oscurato ricorda il momento in cui si fece buio su tutta la terra alla morte di Gesù. Un pò più avanti si vedono i due discepoli che camminano con il misterioso forestiero. Hanno il sole nero alle spalle e camminano verso una luce che splende in primo piano. Allusione al cammino della speranza verso la vita, la gioia, la felicità. Ancora però angoscia e delusione riempie i loro cuori. Inizia così un dialogo che provoca qualcosa nel cuore dei due discepoli, si sentono coinvolti dalle parole del forestiero, tanto che giunti a destinazione gli chiedono di fermarsi, rivolgendogli una profonda preghiera: «Resta con noi Signore perché si fa sera». Si fermano insieme nella locanda e allo spezzare il pane, il pellegrino scompare. A questo punto i discepoli comprendono che era Gesù in persona e pieni di gioia tornano sui loro passi per annunciare agli altri discepoli la loro esperienza. Adesso vedono quello che prima non vedevano, danno un senso all’emozione che quello sconosciuto aveva suscitato in loro, ora tutto diviene chiaro. Era Lui, sì era Lui. Ecco perché ci ardeva il cuore ascoltandolo.

L’artista ha voluto rappresentare la Cena di Emmaus come una scena quotidiana. Due persone sedute a un tavolo, vestiti con abiti semplici, mangiano pane e vino. Il discepolo vestito di blu, colore della divinità, osserva commosso il pane che tiene tra le mani. L’altro, vestito di rosso, tiene in mano il vino, simbolo della gioia e segno del sangue. 

I commensali sono due ma il tavolo è preparato per tre, ci sono tre fette di pane e tre bicchieri. Dietro c’è un sole raggiante, sproporzionato rispetto alla scena dipinta. Inoltre il sole si trova proprio dalla parte dove manca la persona e sembra occupare il suo posto al tavolo. Il pittore ha rappresentato il momento in cui Gesù scompare dalla loro vista fisicamente ma si rende presente come luce. Dio rimane accanto a te, nella tua quotidianità, nella ferialità. Rimane come luce che illumina, dona energia per affrontare le difficoltà.

In primo piano ci sono due rotoli e un libro, richiamo alla divisione in tre parti della Bibbia ebraica. È scritta in, ebraico, greco e tedesco, la lingua del pittore. La Bibbia testimonia la presenza costante di Dio in mezzo ad ogni uomo tra le fatiche della sua storia. 

La tavola su cui poggiano i rotoli è la stessa su cui poggia il pane e il vino, ed è coperta da una tovaglia bianca che conserva la pieghettatura con 12 riquadri. La Messa, nei suoi due momenti costitutivi, Annuncio della Parola e Liturgia Eucaristica, sarà il memoriale della presenza di Gesù che i dodici diffonderanno in tutto il mondo. Pane e vino rimandano all’Eucarestia, presenza reale di Gesù in mezzo all’umanità pellegrina nella storia. Dio è presente, cammina con te. 

Sembra di essere chiamati dentro il quadro, come se a quella tavola, ritratta con una prospettiva rovesciata, ci fossi seduto anche tu. Köder include il tuo punto di vista, ti coinvolge in quella storia. Anche tu hai camminato, continui a camminare e cerchi consolazione. È difficile avere speranza di fronte a certi eventi. Cammini, ti perdi, sopraffatto dalle prove.

Ed ecco nell’angolo in alto a destra, su uno sfondo rosso vivo, denso di luce, i due discepoli. La cena è finita, riprendono la strada a ritroso, ma non c’è più buio. Il discepolo con la veste rossa, tiene adesso in mano una candela accesa, il discepolo con la veste blu ha il capo scoperto, si è messo in moto, il volto rivolto verso l’alto, non più ripiegato su se stesso, proteso verso la luce, con una torsione innaturale del corpo. Il cammino riprende sicuro c’è una luce che permette di vedere e di riconoscere. Altre storie accadranno, ma potrai sempre tornare al gesto da cui tutto prende vigore. Il ricordo di quell’incontro è vivo, fa venire voglia di andare, perché chi ha riconosciuto il Signore ha voglia di dirlo a tutti. Ti auguro di avere gli occhi pieni del sole seduto al tavolo della tua vita. Questa verità da sola può darti la gioia che da sempre cerchi. Grazie per la tua attenzione.