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Discepoli di Emmaus di Duccio da Buoninsegna a cura di Alessio Fucile Storico dell’arte

DiWeb Master Arte e Senso

Dic 21, 2022

Ti presento i «Discepoli di Emmaus», formella di Duccio da Buoninsegna realizzata per la celebre «Maestà» del Duomo di Siena, la più grande pala d’altare del Duecento. Gesù che cammina con i discepoli è soggetto raro nella storia dell’arte e forse fu proprio il pittore senese il primo a rappresentarlo.

Il vangelo di Luca, il solo a narrarci l’episodio, informa che: «Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro». Duccio rappresenta allora Gesù vestito da pellegrino con tunica e mantello di pelo di animale, cappello, bastone, bisaccia, la conchiglia che indossavano i viaggiatori diretti a Santiago di Compostela, scalzo come i discepoli. Emmaus è il cammino della vita, il tempo faticoso, di speranze deluse, di racconti inquieti e di strade impervie. Duccio suggerisce con la sua opera che nel grande pellegrinaggio della vita che Gesù è con te anche se lo riconosci, maestro paziente, discreto e rispettoso dei cammini degli uomini. Non ha fretta di rivelarsi: aspetta i tempi della vita, ascolta prima di parlare e chiede: «Che sono questi discorsi che state facendo lungo la via?». La manifestazione di Gesù inizia con la manifestazione del cuore dell’uomo, anche se è un cuore triste, ferito, deluso: non aver paura di raccontare al Signore quello che ti capita e i drammi che porti nel cuore perché tutte le volte che qualcuno ascolta un altro, c’è qualcosa di grande che avviene. Al racconto dei discepoli Gesù ci mette del suo, mette la propria vita, dà la propria lettura: «Spiegò in tutte le scritture quello che si riferiva a lui». Parla e ascolta. La guarigione ha bisogno di entrambi i movimenti, c’è bisogno di accogliere parole vere, profonde, perché le nostre parole sono limitate. A volte il rischio è chiudersi: bisogna ospitare parole che riscaldino il cuore.

Arrivati a destinazione Luca scrive che Gesù: «Fece come se dovesse andare più lontano». Il bastone ben piantato per terra, la mano tesa in avanti, esprimono la determinazione di Gesù a proseguire. Lui ti lascia libero, rispetta le tue scelte, aspetta che sia tu a invitarlo: qui si trova dietro ai discepoli, perché ha rallentato il passo non volendo imporre la propria presenza.

I due non hanno ancora riconosciuto Gesù però hanno una sensazione, un’intuizione interiore che dà loro fiducia, espressa nei volti e nell’amorevole intreccio di sguardi. Hanno abbandonato la tristezza e lo invitano con gli occhi del cuore. Sono stati bene con lui e lo pregano: «Non andartene: rimani con noi perché il sole ormai è al declino». La mano del discepolo più giovane invita Gesù a fermarsi con loro. Potrebbe trattarsi di Cleopa, quello di cui conosciamo il nome, che con il manto rosso esprime la passione e l’ardore della sua giovane età; l’altro discepolo ha i capelli bianchi, appoggia la sua mano e si sostiene sulla spalla di Cleopa, con il verde del mantello che richiama il suo bisogno di speranza. I pensieri dei discepoli sono i tuoi e tue le loro perplessità: forse Luca non cita il nome del secondo discepolo perché tu possa identificarti in lui.

La città di Emmaus è presentata come un villaggio fortificato, dotato di mura e di una porta di accesso come una cittadella medievale. La strada in salita ed il paese su uno sperone di roccia ricordano l’invito di Gesù ad essere casa sulla roccia; l’antro buio della porta assume un significato metaforico e rappresenta per i discepoli il passaggio al mistero della fede, evoca il cammino da percorrere per conoscere veramente e scoprire la luce e la verità.

«Ed egli entrò per rimanere con loro»: Gesù aspetta il tuo invito. A un certo punto sparirà dalla vista, ma non ritirerà mai la sua presenza. Il rimanere è affidato ad un gesto: un pane spezzato. Forse per questo Duccio non dipinge la scena classica dei discepoli a tavola, siccome quella scena si ripete sempre sull’altare di fronte al quale la «Maestà» è collocata. Gesù lo riconosci quando spezzi il pane con lui, quando celebri l’Eucaristia e quando diventi eucaristia, pane spezzato per gli altri. C’è una Messa solenne che si compie ogni giorno, fatta di tanta gente che si spezza per gli altri. Lì c’è il Signore che si fa conoscere e che rimane. Grazie per l’attenzione.