• Mar. Feb 7th, 2023

Visitazione – opera di Mariotto Albertinelli a cura di Alessio Fucile Storico dell’arte

Oggi ti presento la «Visitazione» del pittore fiorentino Mariotto Albertinelli, opera del 1503 conservata alla Galleria degli Uffizi di Firenze.

Secondo il Vangelo di Luca, a seguito dell’annuncio da parte dell’angelo Gabriele, Maria si reca alla casa dell’anziana cugina Elisabetta. Luca sottolinea che Maria partì in fretta verso le alture della Giudea: forse Maria aveva intuito che la cugina, incinta ormai da sei mesi, avesse bisogno di aiuto e sostegno, perciò non perde tempo e parte subito per un viaggio di certo non facile a quei tempi.

La pala con la «Visitazione» invita a mettersi in cammino. Maria è la protagonista di un gesto rivoluzionario che farà da battistrada a tutti coloro che hanno intenzione di prendere sul serio Dio: davanti all’annuncio inaudito dell’angelo Gabriele, non si ritira in una preghiera solitaria ma sente l’urgenza di trasformare in amore concreto il dono ricevuto. Il suo gesto insegna a fare tesoro delle intuizioni positive invece di rimandarle o ignorarle, perché potrebbero concretizzarsi in una grazia per noi e per gli altri.

La generosità di Maria la porta inconsapevolmente a presentare Gesù, incarnato nel suo grembo, alle prime creature della sua esperienza umana: Elisabetta e il piccolo Giovanni, ancora non nato. Albertinelli rappresenta l’apice di questo incontro nell’abbraccio delle due madri: il volto giovanile della Vergine, splendente di luce, si china verso quello dell’anziana parente sul quale si delinea un’ombra. Gesù, già dal suo concepimento, si rivela come colui che va incontro all’uomo cercandolo nella sua fragilità per donargli la gioia. Sta sorgendo un mondo nuovo: le cose vecchie, rappresentate dalla sterilità di Elisabetta, sono ormai passate e domina ora, sintetizzata nel cammino della fanciulla di Nazareth, la gioia della novità che Dio sta inaugurando.

Albertinelli rappresenta Elisabetta che accoglie Maria nella sua casa, esemplificata dalla struttura architettonica che si vede in secondo piano. Sui pilastri decorati a grottesche è riportata a numeri romani la data di realizzazione dell’opera, dipinta per una chiesa fiorentina: la presenza delle grottesche, elemento decorativo molto in voga tra gli artisti di questo periodo, simboleggia la salvezza del mondo compiuta da Cristo e la sua luce che raggiunge ogni angolo della terra. La struttura ad arco, che ricorda da vicino i portici rinascimentali dipinti dal Perugino, unisce un elemento di stabilità ad uno di apertura: l’arco esprime simbolicamente l’idea dell’incontro, del superamento degli ostacoli, della ricerca della pace.

In nome della visita di Maria ad Elisabetta anche la terra fiorisce e il pittore non trascura questo dettaglio, derivato da Leonardo da Vinci, nel giardino riccamente rappresentato con diverse specie di fiori: il prato richiama la speranza del tempo primaverile e vuole infondere ottimismo per il lieto evento della visita di Dio.

In casa di Elisabetta, Maria canta la sua storia, la racconta, la condivide parlando al presente e al futuro. Guardando alla vita, bisogna saper accettare il passato avendo il coraggio di guardare avanti al futuro: siamo figli di un Dio che disperde i superbi nei pensieri del loro cuore, che rovescia i potenti e che gratifica gli umili e che ricolma di beni chi è affamato. Maria dichiara tutto questo ben sapendo che dovrà fare i conti con le angherie di Erode, con le incomprensioni dei vicini e con il disagio dell’esilio forzato in Egitto; eppure in tutto quel buio sa scorgere e cantare la luce nascosta. La sua esperienza non è l’esperienza di vedersi risolti tutti i problemi e per questo sentirsi grati, è invece l’esperienza di saper scorgere un misterioso bene lì dove tutti vedono solo ingiustizia e imprevisti: questa stessa esperienza è donata a coloro che sanno mettersi in gioco nella carità concreta, così come ha fatto Maria. Anzi, è proprio Lei ad insegnare quale sia il vero scopo di ogni gesto di altruismo: portare gioia nella vita degli altri e, così facendo, riempire di gioia anche la propria vita!

Grazie per la tua attenzione.