• Mar. Feb 7th, 2023

Testimonianza di Giovanni Battista di Annibale Carracci a cura di Alessio Fucile Storico dell’arte

Ti presento l’originale «Testimonianza di Giovanni Battista» di Annibale Carracci, opera del 1600 ca e oggi al Metropolitan Museum of Art di New York.

Al centro domina la figura del Battista, riconoscibile per la canna che tiene nella destra che termina con una croce, la veste di peli di cammello e un mantello rosso che simboleggia la sua passione per la verità che lo condurrà fino al dono della vita. Carracci rappresenta un Giovanni, giovane e bello, con bei capelli ricci e biondi, innamorato. Serpeggiante nello straordinario paesaggio il fiume Giordano, luogo scelto da Giovanni per annunciare il futuro arrivo del Messia e per predicare un battesimo di conversione, alluso dalla ciotola in basso ai suoi piedi. Il santo in ginocchio e con aureola attorno al capo guarda direttamente verso lo spettatore chiamandolo in causa: indica con la sinistra un personaggio che si staglia in lontananza, con vesti rosso e azzurro e l’aureola attorno al capo. Si tratta del Messia atteso, Gesù di Nazareth che proprio presso il Giordano sceglie di iniziare la sua missione pubblica.

La bocca semiaperta e il gesto plateale di Giovanni sono invito ad aguzzare la vista perché il rischio potrebbe essere di non vedere Gesù, lontano e confuso tra la vegetazione. È un rischio che si corre quando l’incontro con Cristo non è un momento decisivo della vita ma solo un elemento coreografico. Come quando metti un quadro nuovo ad una parete di casa: i primi giorni lo noti perché è nuovo; dopo una settimana, un mese, un anno, non noti più niente perché ti sei abituato. Anche se hai un quadro d’autore a casa tua, se non fai attenzione non lo vedi più, ci guardi attraverso ed oltre: quel quadro che magari avrà un valore inestimabile, per te diventa un elemento coreografico. Qualche volta succede anche col marito e con la moglie. La prima settimana, il primo mese, va bene, ma poi il mio coniuge diviene un elemento coreografico: sta lì come un quadro, non mi fa battere il cuore, non lo vedo più. A volte le mogli si lamentano: «Mio marito non mi vede più!». È il momento in cui non sei più riconosciuto come una persona, ma sei diventato un elemento coreografico, come accade a ciò che di più grande c’è nella vita se non viene coltivato.

Giovanni ha visto Gesù in fila tra i peccatori al fiume Giordano e ha compreso che davanti a lui c’era l’«Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo» e questo incontro gli ha cambiato radicalmente l’esistenza: la fede vera nasce da un incontro con una Persona la cui immagine non stinge e non si sbiadisce, che rimane elemento centrale della mia vita: un mero elemento coreografico non può cambiare la vita. Solo l’incontro con una Persona importante mi fa battere il cuore.

Sei pronto ad offrire la tua vita a Dio, che ha mandato il Suo Figlio, Gesù, che ti ha salvato? O stai qui per una consuetudine qualsiasi? Chiediti oggi: per chi hai vissuto? Hai vissuto per Dio? Ha avuto un qualche posto nella tua vita?

Fermandoti a contemplare lo sguardo sereno e appassionato di Giovanni, ti auguro di non dormire, di stravolgere la tua vita, di uscire dal branco, di fare scelte folli. Il mondo cresce, avanza e ha futuro solo grazie ai coraggiosi. Per caso, uno o una tra voi vuole essere tra loro?

Grazie per la tua gentile attenzione e alla prossima.