• Mar. Feb 7th, 2023

Sposalizio della Vergine dell’artista Rosso Fiorentino a cura di Alessio Fucile Storico dell’arte

Ti presento «Sposalizio della Vergine» dell’artista Rosso Fiorentino, così chiamato per il fiammante colore dei suoi capelli. La datazione dell’opera è 1523, come si può leggere nel gradino ai piedi del sacerdote. Sin dai primi dipinti, il pittore aveva mostrato una certa libertà e anarchia nei confronti delle regole e delle convenzioni artistiche allora imperanti: la donna in primo piano a sinistra indica con il dito la firma dell’autore sul libro che tiene aperto in mano. Il violento espressionismo di Rosso Fiorentino contribuirà all’evoluzione dell’arte dalle forme ideali e armoniche del Rinascimento a quelle originali del Manierismo; anche la tavolozza dei colori è vivace e cangiante, tipica delle sperimentazioni dei manieristi, e col suo oscurarsi in profondità dà l’idea di profondità spaziale.

L’opera, oggi conservata nella Basilica fiorentina di San Lorenzo, presenta un episodio narrato dai vangeli apocrifi. In primo piano, sedute sui gradini e rivolte verso il centro, ci sono due donne che potrebbero alludere alle Sibille, figure mitologiche che avrebbero preannunciato la nascita di un salvatore del mondo: quella di destra sarebbe la Sibilla Cumana mentre quella di sinistra la Sibilla Delfica, resa celebre dal suo oracolo: «il profeta nascerà da una vergine». Nello sposalizio della Madonna con Giuseppe si realizza così un disegno che Dio aveva previsto non solo per il popolo d’Israele ma per ogni creatura umana: i due sposi al centro sono circondati da una folla di persone, probabilmente amici e parenti accorsi per partecipare al lieto evento e la gioia del momento è sottolineata dalle due figure che si abbracciano sulla destra. L’autore si sofferma anche a descrivere i gioielli e le acconciature raffinate dei diversi personaggi.

A causa del tema narrato, l’opera aveva un particolare interesse devozionale siccome davanti ad essa le giovani spose fiorentine venivano a far benedire gli anelli nuziali: il dipinto mostra, infatti, Giuseppe che infila l’anello al dito di Maria mentre l’anziano sacerdote presiede e benedice il rito sponsale.

Estremamente originale è la figura di Giuseppe, rappresentato con le sembianze di un giovane ragazzo in contrasto con la tradizione iconografica che lo raffigurava come un vecchio e umile falegname. Ha la veste aperta sul petto a sottolineare la generosità e il coraggio che lo caratterizzano e tiene in mano la verga fiorita, segno della scelta divina caduta su di lui: tra i vari pretendenti alla mano di Maria, chiamati a presentare un bastone ciascuno al Tempio, solo quello di Giuseppe fiorisce. Avendo anche miracolosamente dato vita all’apparizione di una colomba, da questo aneddoto raccontato nei vangeli apocrifi derivano gli attributi iconografici che lo distingueranno nella schiera dei santi: una verga fiorita e a volte una colomba. Gli altri pretendenti, delusi per non essere stati prescelti, si intravedono sullo sfondo insieme ad alcuni musici, la cui presenza rimanda al clima festoso che caratterizza l’evento narrato.

La rappresentazione originale di san Giuseppe in giovane età ha fatto pensare ad una scelta controcorrente dell’artista, più volte ai limiti del dissacratorio. Diversamente, la chiave di lettura si può invece ricercare nella figura in basso a destra: si tratta del frate domenicano Vincenzo Ferrer, il cui volto forse è un ritratto del committente e che con la mano indica la coppia di sposi. La sua presenza non sarebbe casuale ma risponderebbe a un preciso significato: proprio il santo spagnolo, vissuto nel Cinquecento, fu uno dei più grandi predicatori della sua epoca e richiamava spesso l’importanza e il ruolo della figura di Giuseppe nell’economia della salvezza; fu lui a deplorare con forza l’uso di rappresentare San Giuseppe come persona anziana e spesso defilata nelle scene della Natività di Cristo, prassi iconografica consolidata soprattutto per garantire la perpetua verginità di Maria. Proprio questa visione confluisce nell’opera del Rosso Fiorentino.

Grazie per la tua attenzione.