• Mar. Feb 7th, 2023

Immacolata Concezione del pittore veneziano Giovanni Battista Tiepolo a cura di Alessio Fucile Storico dell’arte

Oggi ho il piacere di presentarti un’opera . La tela dell’“Immacolata Concezione”, oggi al Museo del Prado, fu commissionata dal re di Spagna per la chiesa di San Pasquale Baylon di Aranjuez. 

L’opera è contraddistinta da dettagli tratti dal libro della Genesi. Dopo il peccato di Adamo ed Eva, istigati e ingannati dal serpente, immagine che rimanda al diavolo, Dio rivolgendosi proprio a quest’ultimo afferma: «Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame… Io porrò inimicizia tra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno». Una sentenza dura che sarà rivolta anche all’uomo. Non si tratta di punizione ma di constatazione di un danno che porta con se delle conseguenze. Non è un Dio offeso che punisce il male, ma un Dio dispiaciuto che suo malgrado deve presentare all’uomo le conseguenze amare delle sue scelte. Il male si autopunisce e si condanna alla distruzione. È una legge che spesso si realizza drammaticamente! Il peccato non è altro che un bersaglio mancato, un’occasione sciupata. Una vita bella, a mio avviso, è tendere al bersaglio, alla meta per cui sono stato creato. Sarò felice nella misura in cui miro all’obiettivo, anche se in pratica, posso spesso mancarlo per la mia fragilità e debolezza.

Ciò richiede vigilanza per costruire e non disperdere. Sono consapevole della mia debolezza, del male che mi circonda, della possibilità di far soffrire le persone che amo, di sciupare le occasioni meravigliose che Dio quotidianamente mi offre. Il senso dei pericoli e il ricordo della mia debolezza mi spinge a stare con i piedi per terra, escludere ciò può mettere a repentaglio la mia realizzazione e mi può far perdere il tesoro prezioso che è una vita realizzata e non svenduta. Ci sono dei no, anche se faticosi, che dovrò dire. In realtà più li dico e più sarà facile dirli. La vita mi ha insegnato che è necessario stare lontano non solo dal male, dagli errori, ma anche dalla zona che c’è prima degli errori. Esistono cose lecite, apparentemente innocue, ma in fondo al cuore, percepisci che non è così, che sono solo l’anticamera del male. La prudenza, termine forse fuori moda ma tanto necessario oggi, si occupa di segnalare la zona rossa che sta sul piano inclinato verso la dispersione e l’irreparabile. La prudenza ti aiuta a smetterla a girare dalle parti del peccato, magari pensando che in fondo non fai niente di male fino ad arrivare ad un millimetro dall’abisso.

Con sincerità: non c’è la possiamo raccontare! Dobbiamo fermarci molto prima, altrimenti non ci fermiamo più. Tutto ciò che prepara o allude al distruttivo io voglio evitarlo. È troppo bella la vita per sciuparla in illusioni passeggere e ingannevoli. Allora se posso ti invito ad essere fiducioso e al volante dei tuoi atti. Sentirai come è bello vivere da figli liberi e non da schiavi di se stessi. Non esiste peccato che rende contenti? Sei andato mai a letto in pienezza di vita dopo aver compiuto il male? Credo che ti sei addormentato e poi svegliato il giorno dopo con l’amaro in bocca perché il peccato non è la celebrazione della libertà ma della schiavitù. 

Accetta e riconosci di avere dei limiti e con umiltà chiedi aiuto a Colei che Tiepolo ha dipinto magistralmente, salda sulla falce lunare, simbolo dell’instabilità del male. La colomba in volo sopra la sua testa simboleggia lo Spirito Santo che scenderà su di lei.

I gigli e la rosa sono simboli tipici di Maria: rappresentano la sua purezza e la passione, il suo amore per gli uomini, suoi figli.

Da questa opera puoi portarti questo messaggio: allenati alle buone abitudini per riprendere il timone della tua vita. Dio saprà trasformare il dolore di un limite in pace, gioia, risorsa. La tua debolezza sarà la tua forza e dall’amarezza di una rinuncia sentirai il retrogusto dolce che la vita ridiventa bella! Maria ha una cintura che forse rimanda al cordone usato da san Francesco d’Assisi, simbolo di una vita che ha bisogno di limiti, argini, per poter esprimere in pieno se stessa.

Il globo simboleggia il mondo sopra il quale è simbolicamente ingaggiata una battaglia decisiva tra la Donna e il serpente. Scena che Tiepolo dipinge attingendo al libro dell’Apocalisse: «Nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso.

La veste argentata della Vergine intrisa di luce, emerge dall’ombra del manto, illustrando l’affermazione della donna vestita di sole. Lo spicchio di luna è posto sotto i suoi piedi, mentre le dodici stelle formano una corona attorno al suo capo. Sono simbolo degli apostoli, Maria è madre della Chiesa e sono riconoscimento della sua vittoria sul male. 

Il serpente con il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male tra le fauci rimanda all’enorme drago rosso.

L’obelisco alla destra di Maria brilla di luce solare e allude a simboli tradizionali dell’Immacolata Concezione, “torre di Davide” e “torre d’avorio”. Evoca inespugnabilità e purezza.

Il ramo di palma e lo specchio ai suoi piedi rappresentano la vittoria di Maria, mentre lo specchio è un ulteriore rimando alla sua purezza, nonché alla prudenza. Infatti lo specchio è attributo classico della virtù della Prudenza. Per non sbagliare c’è bisogno dell’esperienza, sguardo sul passato. Solo dopo essermi bruciato con il fuoco, saprò che per non bruciarmi di nuovo non dovrò più toccarlo. L’esperienza del passato diviene così maestra di vita. 

L’Immacolata del Tiepolo ci invita a contemplare le meraviglie che Dio ha operato in Maria. Forse se la interrogassimo ci direbbe: «Ha fatto tutto Lui, come un amante ricco nei confronti di una donna amata poverissima che non può pretendere nulla, ma il re la ricolma di gioielli, di abiti sontuosi, la porta a corte, se la sposa, e la donna che era niente, dice: ero povera e Dio mi ha arricchita, ha fatto tutto Lui». Questo puoi dirlo anche tu: sono stato amato da Dio in una maniera unica. Ognuno di noi è un essere unico e irripetibile, amato gratuitamente per quello che è!

Grazie per la tua attenzione e alla prossima.