• Sab. Dic 3rd, 2022

Michelangelo – Separazione luce dalle tenebre

Ben trovato.

Da oggi iniziamo un breve viaggio alla scoperta di quattro scene dipinte dal grande Michelangelo sulla volta della Cappella Sistina. Anche se non furono le prime ad essere realizzate, nell’impianto iconografico precedono idealmente le altre raffigurazioni della Cappella.

In un primo momento, sulla volta c’era un cielo stellato di Pier Matteo d’Amelia ma nel 1508 l’energico papa Giulio II affidò a Michelangelo il compito di affrescarla con scene dalla Genesi. Il Buonarroti non conosceva la tecnica dell’affresco, chiese dei collaboratori che poi però licenziò rimanendo praticamente solo e lavorando in condizioni molti difficili: dipingeva in piedi sulle impalcature con il viso rivolto in alto, il colore spesso gli gocciolava sugli occhi, doveva spesso scendere per poter vedere l’effetto dell’opera da terra.

Procedette dalle campate vicino alla porta d’ingresso, usata durante i solenni ingressi in cappella del pontefice, fino alla campata sopra l’altare; gli affreschi vennero eseguiti in due metà in quanto il ponteggio copriva solo metà della cappella e
dovette essere smontato e rimontato dall’altra parte tra una fase e l’altra. Pressato dalle richieste papali sempre più esigenti, ultimò il ciclo in sorprendente rapidità.

La «Separazione della luce dalle tenebre» fu l’ultima delle scene principali ad essere dipinta, pur essendo la prima in ordine di lettura. Fa parte del gruppo di tre scene legate alla «Creazione del mondo», in cui domina la rappresentazione l’Eterno in volo sopra spazi sconfinati, avvolto dall’ampio mantello rosato; la concezione unitaria delle tre scene ha fatto anche pensare ad un’allusione alla Trinità.

«In principio Dio creò il cielo e la terra» così inizia la Bibbia e il libro della Genesi: all’origine di tutto c’è Dio, la prima essenziale affermazione. Il messaggio che trapela è che c’è una realtà che bisogna accogliere, non per come vorremmo che fosse ma per quello che è: da qui bisogna partire senza rifugiarsi in facili illusioni. Ciononostante, in quanto creature di Dio, siamo vivi e preziosi perché pensati, creati e amati. Il libro della Sapienza così afferma: «Tu ami tutte le cose esistenti e
nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure creata. Signore, amante della vita».

In questa scena, un Dio monumentale riempie da solo la quasi totalità della scena, fluttua impegnato nell’atto creativo che è alla base del mondo. La sua figura è vista dal basso e roteata, con le braccia alzate mentre dà forma al caos, originando onde di luce tra le tenebre incombenti. Il testo di Genesi afferma: «Sia la luce! E la luce fu. Dio vide che la luce era buona e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte».

La luce è buona, è il buono, il bello: Dio ti ha creato per la luce e non per le tenebre; la luce è ciò che fa stare bene, ciò che realizza e che riempie il cuore. Ciascuno porta il desiderio di una vita grande, ma solo l’amore di Dio allarga l’orizzonte dell’esistenza donandole una speranza concreta che non delude. La fede non è un rifugio per gente senza coraggio, ma fondamento della vita: l’amore di Dio è affidabile, vale la pena affidarsi ad esso perché è più forte di ogni tua fragilità.

Grazie per la tua attenzione e il tuo ascolto. Ti aspetto.

Michelangelo – Separazione luce dalle tenebre