• Sab. Dic 3rd, 2022

Oggi ti presento il secondo riquadro della volta della Cappella Sistina: merita particolare attenzione perché ripresenta ben due volte la figura di Dio creatore al fine di designare azioni differenti e quindi far intendere un cammino all’interno del racconto.

Nell’angolo in basso a sinistra si può vedere la vegetazione creata nel terzo giorno: «Dio disse: “La terra produca germogli, erbe che producano seme e alberi da frutto, ciascuno secondo la propria specie”. E così avvenne. E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, alberi che fanno ciascuno frutto, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno».

Nel Libro dell’Esodo si racconta che Mosè chiese a Dio di poter vedere il suo volto, al che il Signore gli rispose che è impossibile per l’uomo vivente vedere il volto Dio, può solo vederlo di spalle. Proprio per questo motivo Michelangelo sceglie di rappresentare Dio in questo modo peculiare, come mai nessuno prima: in realtà è un mezzo per esprimere la presenza operativa sebbene nascosta e misteriosa di Dio.

Nello stesso riquadro il Signore Dio crea il sole e la luna: Genesi colloca quest’opera nel quarto giorno ed evita accuratamente di nominare sole e luna in quanto fra gli antichi erano considerati divinità. L’autore biblico li presenta come due lampadari per far luce: «Dio disse: “Ci siano fonti di luce nel firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni per le feste, per i giorni e per gli anni, siano fonti di luce per illuminare la terra”. E così avvenne. Dio fece le due fonti di luce grandi: la fonte di luce maggiore per governare il giorno e la fonte di luce minore per governare la notte, e le stelle. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno».

Dio creatore appare con le braccia allargate, quasi in forma di croce: con i due indici puntati, uno davanti e uno dietro, crea il sole e la luna; il sole per metà primeggia al centro, mentre la luna compare pallida sullo sfondo a destra. Il mantello di Dio è sempre raffigurato con il colore mistico violetto-rosato trasparente; dove il sole lo illumina è quasi bianco, colore che indica mistero e trascendenza.

L’Eterno è colto da un vento impetuoso che gonfia i panneggi e gli scompiglia capelli e barba, simbolo della potenza generatrice divina qui rappresentata in una modalità conosciuta come «terribilità michelangiolesca».

A fianco di Dio sono raffigurati dei bambini: quello in primo piano ha il braccio destro teso e allargato ad imitazione del gesto di Dio Padre; un’altra figura, simbolo dello Spirito Santo, si intravede in secondo piano e con il proprio braccio crea un collegamento fra la testa del primo bambino, simbolo del figlio Gesù, e la spalla di Dio Padre. È un rimando chiaro alla Trinità.

Più indietro, altre due figure velate e sfumate, nell’ombra, sono figure angeliche di accompagnamento: qualcuno ha anche pensato ad un’allusione ai quattro elementi naturali che gli antichi ritenevano alla base della creazione.

Nel primo riquadro della volta della Sistina di cui abbiamo già parlato, Dio guarda in su; nel terzo, che vedremo, guarda in giù; in questo centrale lo vediamo di spalle e finalmente davanti con il volto ben visibile. I tre riquadri presentano quattro volte la figura di Dio, visto da quattro angolature diverse: da sotto, da sopra, da dietro, e davanti: così Michelangelo rivela la sua natura di scultore, facendo intuire una veduta di Dio multipla e a tutto tondo.

Ancora oggi, guardando il sole, la luna e le stelle puoi ricordare di far parte di quella meravigliosa sinfonia che è la creazione: è un motivo per essere grato e felice. Spesso la mente si orienta verso emozioni negative e questa attrazione è spesso incontrollabile perché è regolata da meccanismi primitivi di sopravvivenza: conoscere e riconoscere il pericolo era importante per sviluppare strategie difensive e conservare la vita.

Oggi non è più necessario, ma l’evoluzione ci spinge ancora ad interessarci di tutte le cose negative che accadono attorno a noi nell’illusione che, avendone conoscenza, possiamo evitare che ci tocchino. Le esperienze negative, come spesso è evidente, ci toccano maggiormente rispetto a quelle positive e si soffermano più a lungo nella nostra mente, influenzando i nostri stati d’animo.

Paradossalmente, questa consapevolezza ci può aiutare ad allenarci nel senso contrario: proviamo a notare e valorizzare gli eventi positivi della vita, anche quando quest’ultima appare dura, faticosa, dolorosa; quando la mente si impantana nel pessimismo e nella negatività, alziamo lo sguardo verso l’alto, contempliamo il bello che ci circonda e ringraziamo perché c’è nonostante tutto! Il sole splende anche se dentro al cuore dominano le tenebre. Se ci sforziamo ad aprire qualche uscio e a guardare da prospettive diverse, la luce e il tepore faranno sentire il proprio beneficio. Evitiamo di cercare conferme alle nostre convinzioni negative e non alimentiamole, altrimenti influenzano negativamente la vita; alimentiamoci invece di tutto ciò che fa bene e il mondo che ci circonda offrirà in cambio miriadi di possibilità.

Il Padre che hai visto all’opera nella creazione è spinto da questo desiderio: fornirci quanto più materiale possibile per il nostro benessere, per la nostra gioia e felicità. Allora il primo passo da fare è questo: siamo grati per tutto ciò che abbiamo ricevuto e per tutto ciò che arricchisce la nostra vita, rendendola unica e preziosa.

Grazie per la tua attenzione e arrivederci a presto.

Michelangelo – Creazione degli astri e della vegetazione

Michelangelo – Creazione degli astri e della vegetazione