• Sab. Dic 3rd, 2022

Michelangelo Buonarroti – La Creazione di Adamo

a sua immagine, ma è simile agli animali perché è creato nello stesso giorno e con gli animali condivide la benedizione: «Crescete e moltiplicatevi».

È il paradosso che ci portiamo dentro e che spesso rende complicato vivere: è difficile esistere con questa doppia dimensione e non dimenticarne una, non è semplice ricordare di essere animali e divini assieme. Dobbiamo sforzarci di vivere fino in fondo la nostra vocazione divina, senza mai dimenticarci che, pur non essendo Dio, siamo di Dio. La scena è una delle espressioni più potenti del Rinascimento ed esprime bene che cosa significhi umanesimo cristiano, ovvero la consapevolezza della grandezza dell’uomo e al contempo della sua dipendenza da Dio, onnipotente e padre: una persona è grande nella misura in cui riconosce la sua dignità e anche la sua fragilità, bisognosa di un padre. Proprio Gesù nel Vangelo rivela che l’uomo non è orfano ma è amato, voluto da un padre che si prende cura continuamente delle sue creature.

La figura femminile che Dio abbraccia è la Sapienza che lo assiste quando crea: «Quando non esistevano gli abissi fui generata. Quando fissava i cieli io ero là. Ero con lui come un artefice». Dio ha creato tutto con sapienza e tutto parla del suo amore: contempla e meravigliati davanti al grande libro della natura e ringrazia Dio per tutto ciò che ha fatto.

La figura infantile, con ogni probabilità, rappresenta l’anima creata appena prima di essere donata all’uomo.

Nella tradizione cristiana, lo Spirito Santo è rappresentato come colui che suscita nella gola la parola e come dito della mano di Dio: questi due momenti sarebbero raffigurati nell’indice della mano sinistra del Creatore che, premendo sulla gola, dona all’uomo la parola mentre con il gesto della mano destra infonde ad Adamo lo spirito. Le mani e il linguaggio sono infatti caratteristiche distintive della specie umana: le mani indicano le azioni e noi siamo creati per compiere azioni
buone, fare il bene; il linguaggio indica le parole e noi siamo creati per pronunciare parole di benedizione verso gli altri. La forma del mantello di Dio è stata riconosciuta come un cervello umano, allusione simbolica al pensiero e alla sede del ragionamento: la scena evoca il grande progetto di Dio sul mondo.

Il Padre è sbilanciato verso Adamo, sembra quasi che se non sorretto gli scivolerebbe addosso:
questo è perché Dio è tutto coinvolto nella creazione dell’uomo. Siamo profondamente amati e da questo amore siamo sostenuti e da questo possiamo trarre tutto ciò di cui abbiamo bisogno per essere felici. Michelangelo ci dona un’immagine grazie alla quale possiamo ricordarci di essere preziosi e importanti, tanto amati che il Padre ha per ciascuno un progetto di gioia e abbondanza.

Grazie ancora per la tua attenzione e al prossimo e ultimo articolo sulla volta della Sistina.

Michelangelo Buonarroti – La Creazione di Adamo